22/07/21
Rosaria Ciancaione

Intervista con il quotidiano La Città sul Centro raccolta rifiuti e Centro di riuso

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Lei  dottoressa è stata la prima  tra i consiglieri comunali a parlare sulla stampa delle  due varianti urbanistiche  che interessano la zona sportiva posta a sud del capoluogo rosetano che aprono la strada alla realizzazione di un centro di riuso e di un centro di raccolta dei rifiuti. Come sono andate le cose, quali sono gli aspetti critici legati alle due varianti?

Si, insieme al  mio gruppo, il 4 aprile, dopo aver esaminato con l’aiuto di tecnici esperti urbanisti ambientali, i due progetti attraverso le tavole che li compongono,  ci siamo resi conto dell’enorme danno che  si stava per compiere sulla nostra Città. Al posto del verde pubblico,  un  centro di riuso e un  centro di raccolta dei rifiuti urbani posti  nella  Cittadella dello Sport, appena dietro lo stadio, vicino alla piscina, al pattinodromo palabeach con i giochi sulla sabbia, ai campi da tennis, al palazzetto dello sport,  al centro diurno - Casa Rosa dei disabili gravi, alla Croce Rossa, nelle immediate vicinanze  della scuola media F. Romani,   quasi addosso alla palazzina in costruzione ove saranno collocati un centro di riabilitazione, una palestra e  un centro di medicina dello sport e in contiguità dei 5 pozzi di captazione della Rolli Alimentari S.P.A. In quella zona ci sono anche nove attività commerciali, la sala del Regno dei Testimoni di Geova, la Caserma dei vigili del fuoco e il centro densamente abitato di Fonte dell’Olmo in cui il  Comune sta cercando di vendere il terreno in cui saranno realizzati altri appartamenti ed altre attività commerciali. Insomma una zona che urbanisticamente è stata pianificata dagli amministratori degli  anni 80 e 90 con una visone  avveniristica che tiene conto dell’innegabile ed irrinunciabile  vocazione turistica della nostra Città.

Cosa la preoccupa di più di questa variante urbanistica?

Guardi, intanto è  l’insieme che desta grande preoccupazione, perché è inspiegabile come un amministrazione che abbia a cuore lo sviluppo e la crescita della propria Città possa creare una condizione così critica in una zona che dovrebbe esserne  un biglietto da visita.  Sindaci illuminati come Giovanni Ragnoli, Pasquale Calvarese, Claudio Angelozzi, Domenico Cappucci, Nicola Crisci, hanno pianificato il nostro territorio  pensando bene a come redistribuire la ricchezza anche in termini ambientali. Non dimentichiamoci che in quella zona c’era una palude che negli anni 80 fu bonificata per creare  quella cittadella dello sport che anche oggi grandi città sognano di avere e che noi dovremmo valorizzare ed implementare, a partire dalla sistemazione del verde pubblico e della viabilità. Invece, l’amministrazione  Di Girolamo pensa di creare una commistione che va ad inibire un corretto sviluppo della zona sportiva  e del centro abitato Fonte dell’Olmo.  Si dovrebbe  pensare a reperire fondi per  integrare gli impianti  sportivi magari con una bella palestra  da mettere a disposizione delle tante società che lavorano con i ragazzi sul territorio e che hanno una funzione altamente sociale, invece, si pensa di  realizzare un centro di raccolta rifiuti addirittura attaccato ai pozzi di captazione dell’industria alimentare Rolli S.P.A e sappiamo  tutti che un centro che accoglie rifiuti organici e rifiuti pericolosi contenenti mercurio o clorofluorocarburi rischia  in caso di  dispersione di percolato o in caso di incidente  di  immettere  veleni  nella catena alimentare attraverso quei  pozzi.  Per non parlare dei problemi della viabilità già di per sé molto congestionata che con l’andirivieni di mezzi pesanti andrebbe ad aggravarsi. D’altronde, nel progetto, a parte la viabilità interna ai due centri, non esiste un piano per la viabilità esterna e questa carenza può costituire un grave pericolo soprattutto per i ragazzi  che frequentano gli impianti sportivi, oltre a causare disagi in particolare  nella giornata del mercato del martedì.

Quindi, il  centro di raccolta rifiuti prevede anche la collocazione  di umido e di rifiuti pericolosi?

Certo, il progetto relativo al centro per la  raccolta comunale dei rifiuti urbani prevede anche queste frazioni di rifiuto. Basta andare, come ho detto negli interventi del consiglio comunale del 14.5.2020,  da pag. 39 a pag. 44 della relazione tecnica e di fattibilità del progetto (Tavola A00)  in cui si legge…”La seguente tabella riporta un elenco dei codici CER  che si intendono gestire nel centro comunale di Roseto degli Abruzzi e le modalità di stoccaggio degli stessi…”che comprende, sfalci e potature, rifiuti contenenti mercurio, medicinali scaduti, batterie e accumulatori di piombo, frigoriferi fuori uso contenenti clorofuorocarburi  ecc… Oppure andare a pag. 46 della stessa relazione, laddove si elencano i diversi container che possono essere posizionati all’interno dell’area, tra cui quello dell’umido a tenuta stagna o quello degli sfalci e delle potature  dotato di telo di copertura, oppure, ancora andare a pag. 49 che descrive l’area di deposito di altri rifiuti pericolosi, oltre ai RAEE, per bombolette spry, medicinali scaduti,  toner e cartucce, lampade ad incandescenza, pile esauste, accumulatori di piombo puntualmente rappresentati nel lay-out della tavola A06.  E se pensiamo che a pag. 49 si specifica che la durata del deposito di ciascuna frazione merceologica  è di circa tre mesi mentre la frazione umida deve essere avviata allo smaltimento entro 72 ore capiamo tutti  che,  purtroppo,  quella zona già fortemente penalizzata dal biogas della Rolli, sarà ulteriormente interessata ai cattivi odori.

Quale potrebbe essere la soluzione?

La zona ideale è quella dell’autoporto in cui insistono terreni di proprietà comunale e in cui sta per riaprire l’ecocentro, dopo il sequestro e l’adeguamento alle  norme di sicurezza disposte dalla magistratura. Questa soluzione, è stata prospettata dall’intera Città in considerazione che l’economia circolare,  con il riuso dei beni,  ispirata a principi di tutela ambientale e di solidarietà sociale,  non può che trovare tutti d’accordo. La zona dell’autoporto è facilmente raggiungibile da tutte le zone del territorio e posta in un ambito produttivo come da specifico piano particolareggiato approvato all’inizio del nuovo millennio. Ma la cosa che lascia davvero perplessi e senza parole è che dinanzi ad una contestazione da parte dei cittadini rosetani  l’amministrazione comunale ha approvato le due varianti senza colpo ferire nel consiglio del 14.5.2020.

Quindi, una contestazione forte da parte della Città?

 Si, si sono costituiti  in proposito il Comitato “No al centro di raccolta rifiuti nel cuore della Cittadella dello sport” che ha fatto partire da un paio di giorni una raccolta di firme  per  chiedere la revoca delle due delibere di variante urbanistica e il comitato “Fonte dell’Olmo quartiere attivo” che aveva promosso in precedenza  una raccolta di firme on-line sempre contro il centro di raccolta rifiuti nella zona sportiva. C’è tanto malessere nella Città per questa disgraziata scelta e,  purtroppo, almeno al momento, neppure le richieste di Legambiente, WWF, Italia Nostra, l’Associazione dei camperisti, l’Associazione ASCOM,  oltre al Movimento 5 stelle e Fratelli D’Italia, hanno evitato l’approvazione delle due varianti che sacrificano il verde pubblico della zona sportiva a favore dei due centri di raccolta di riuso e dei rifiuti. Un’amministrazione che non tiene conto delle voci  del territorio  non può rappresentare una Città, questo è quello che viene spontaneo dire alla luce di quanto accaduto in questa ed in altre occasioni.  Si veda ad esempio il progetto della pista ciclabile  di Roseto Voltarrosto che va a sconvolgere la viabilità di un’ampia zona sempre a sud di Roseto,  senza che la gente che ci vive sappia o sia stata coinvolta minimanmente nelle decisioni. Anche qui un Comitato “Tutti su Via Piave” si è costituito raccogliendo circa mille firme ma l’amministrazione non ascolta.

Cosa intende fare per proseguire questa battaglia che eviti la collocazione del centro di riuso e di raccolta rifiuti nella Cittadella dello sport?

Stiamo verificando le possibilità messe a disposizione della normativa per  produrre un ricorso ed opporci in tutti i modi possibili  al prosieguo dell’iter di approvazione delle due varianti. Vedremo intanto se esiste la conformità al Piano Territoriale della Provincia di Teramo. Vi sono serie motivazioni per dubitarne fortemente.

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